Protezione Civile - Provincia Autonoma di Trento

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Orrido di Ponte Alto

In previsione di un intervento per il recupero e la valorizzazione della forra del torrente Fersina un tempo nota come “Orrido di Ponte Alto”, situata appunto in località Ponte Alto, nel territorio del comune di Trento, che verrà effettuato in sinergia con il Servizio Bacini Montani, il Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale e il Comune di Trento, il Servizio Geologico della Provincia Autonoma di Trento intende effettuare a breve un rilievo con tecnologia laser scanner, riprese fotografiche e riprese filmate della caratteristica incisione naturale situata al margine orientale della città capoluogo.

 


Il tratto di forra oggetto di intervento ha uno sviluppo totale di circa un centinaio di metri, ed è parzialmente percorribile senza particolari limitazioni tramite un sentiero posto sul fianco orografico destro della profonda incisione. L'accesso all’Orrido è posto nei pressi della frazione Cognola, circa 3,5 km ad est di Trento, lungo la ex S.S. n. 47, pochi metri a sud del bivio che conduce alla località Povo ed è comodamente raggiungibile in automobile. Parte della forra è visibile anche dal ponte sulla strada comunale che conduce a Povo, situato all’estremo nord del tratto di diretto interesse. Il tratto di forra oggetto degli interventi di recupero include due caratteristiche cascate realizzate tramite “serre” artificiali (Vecchia Serra di Ponte Alto a nord e Serra Madruzzo, a sud) la cui costruzione è riferibile, almeno per quanto riguarda i primi interventi, alla prima metà del XVI secolo (1537) su commissione del Principe Vescovo Bernardo Clesio per limitare i danni causati alla città dalle piene del torrente Fersina. Tra le opere degne di menzione c’é anche una lunga scala a chiocciola scavata in roccia nella seconda metà del XIX secolo (attualmente non dotata di impianto di illuminazione) ed una suggestiva cascata terminale (Serra Madruzzo) dell’altezza di una cinquantina di metri, entrambe visibili nella seconda parte del filmato.

GEOLOGIA

La forra ha l’aspetto di un vero e proprio “canyon” e presenta una profondità di circa 100 metri ed una larghezza variabile, nel tratto mediano e inferiore dell’incisione, da 10 a 15 metri circa, con andamento leggermente sinuoso determinato dalla progressiva erosione fluviale nel tempo e dalle variazioni di velocità della corrente. L’incisione è scavata pressoché esclusivamente nella formazione della Scaglia Rossa, rappresentata da calcari micritici lastriformi rossi (spessore degli strati 5 – 15 cm), talora selciferi, con interstrati marnosi, e da marne (Cretaceo Superiore; Turoniano -? Paleocene). Solo nella parte basale e più a monte della forra l’erosione fluviale - torrentizia ha messo in luce le formazioni rocciose inferiori, rappresentatate dalla Maiolica e dal Rosso Ammonitico Veronese e costituite da calcari micritici e da calcari nodulari rossastri, bene stratificati, ad ammoniti (Giurassico superiore; Bajociano Sup. – Barremiano Sup.)