Protezione Civile - Provincia Autonoma di Trento

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Frana Giustino (loc. miniera di feldspato)

 

Località: miniera di feldspato Giustino Comuni: Giustino e Massimeno

Il movimento di versante si è impostato in corrispondenza dell’area della miniera di feldspato a cielo aperto, tra il rio Flanginec e l’abitato di Massimeno. Il versante è soggetto da molti anni all’interesse da parte di numerosi soggetti coinvolti nel tempo a vario titolo: Maffei S.p.a., ENEL, Cunaccia Bruno S.r.l., GEODES S.r.l., Servizi Geologico, Prevenzione Rischi, Minerario e Bacini Montani della P.A.T.

Le deformazioni hanno portato a un primo importante intervento (fine anni 80) con la costruzione del by-pass della galleria idroelettrica ENEL e, in seguito, nel 2014, alla realizzazione di un intervento di sistemazione e riprofilatura del versante (scarico in sommità di circa 100.000 mc) realizzata dai servizi tecnici competenti: Servizio Prevenzione Rischi, Servizio Geologico e Servizio Minerario sulla base dello studio e della direzione lavori dell’ing. Eugenio Castelli.

La comparsa della frattura di trazione sommitale è coincisa con un evento deformativo importante. In ragione di tale accadimento è stato potenziato il sistema di monitoraggio integrandolo con nuove mire ottiche e installando fili estensimetrici a cavallo delle fratture ed è stato definito un Piano d’emergenza per l’intervento in caso di aggravamento del fenomeno. La porzione movimentata era delimitata verso monte da una frattura di trazione abbastanza netta e continua. La velocità di deformazione del versante è sempre stata influenzata dall’andamento delle precipitazioni: a intensi e prolungati periodi di precipitazioni seguono, con un certo ritardo, netti incrementi della velocità di deformazione che poi si esauriscono piuttosto lentamente. Le deformazioni totali misurate in galleria hanno superato i 300 mm, quelle misurate in superficie, hanno superato i 1000 mm. La tipologia del fenomeno in atto è riconducibile a quella delle frane in roccia e la litologia coinvolta è quella della Formazione degli Scisti di Rendena e delle leucogranodioriti. Dal punto di vista cinematico il fenomeno è abbastanza lento con tassi di deformazioni medi e il volume stimabile coinvolto nel movimento è di circa 2.000.000 mc.

Sono stati inoltre individuati alcuni interventi urgenti per la messa insicurezza del versante:

- captazione, drenaggio e regimazione delle acque superficiali;

- drenaggio delle acque di circolazione sotterranea captate dalla galleria;

- messa a punto di progetto preliminare di messa in sicurezza del versante.

La captazione e il drenaggio delle acque superficiali del versante è stata effettuata sia manutentando e migliorando la rete di smaltimento esistente all’interno della miniera sia realizzando la captazione delle acque superficiali con la costruzione di una trincea drenante sulla sommità della cava – intervento effettuato dal Servizio Bacini montani della PAT -

Elementi a rischio: prioritariamente il cavo minerario attualmente in corso di riempimento e in caso di collasso generalizzato, rischio ostruzione del Rio Flanginech con possibili formazioni di ondate liquido/solide rischia di interessare il centro abitato di Giustino Piani di emergenza: esistono due piani di emergenza attivati dalle segnalazioni di superamento contemporaneo di soglie pluviometriche e di soglie relative alle misure raccolte dalla strumentazione del sistema di monitoraggio. Il primo piano, propriamente detto Piano di sicurezza della Ditta concessionaria, ha come finalità quello di garantire la sicurezza di uomini e mezzi che stanno lavorando alle operazioni di riempimento del cavo minerario mentre il Piano di emergenza ai fini di protezione civile è orientato a garantire la sicurezza del centro abitato di Giustino.

Scenari di rischio previsti dal Piano di emergenza ai fini di protezione civile Vengono elencati i fenomeni che potrebbero aver luogo, in ordine crescente di pericolosità e di volumi coinvolti, con relativa indicazione delle aree interessate dalle fenomenologie proprie di ogni scenario.

Scenario 1 - Piogge importanti che non determinano significativi spostamenti del corpo di frana: presuppone l’attivazione della fase di allerta ordinaria (1^ e 2^ livello di attenzione) ed eventualmente di allerta moderata (preallarme), senza effettiva necessità di procedere  all’evacuazione di parti dell’abitato, tranne eventualmente, a scopo precauzionale, gli immobili siti nella parte alta di via alla Sega, ovvero l’agritur e la fattoria [40 capi di bestiame]

Scenario 2 - Piogge importanti o circolazione idrica sotterranea dovuta a fusione della neve che possono determinare / determinano significativi spostamenti del corpo di frana: il controllo dei parametri in gioco e della frana presuppongono diverse possibilità di evoluzione, fino alla necessità di procedere all’evacuazione di parte dell’abitato di Giustino per il probabile innesco di una colata detritica dovuta al franamento di parte dell’ammasso principale verso gli impluvi esistenti che vanno verso il rio Flanginech. Considerata l’attuale mancanza di modellazioni numeriche circa lo sviluppo della colata detritica e la valutazione dello spessore raggiunto dalla coltre dei detriti all’interno del paese di Giustino, a solo scopo precauzionale si è ipotizzato di dover evacuare la parte di abitato che è rappresentata in rosso nella tavola 3, di seguito riprodotta. Presumibilmente quest’area potrebbe corrispondere allo scenario più gravoso che comporta una evacuazione di circa 300 residenti. A questi si deve aggiungere una quota parte dei circa altrettanti 300 non residenti che abitano le case solo durante i periodi festivi, invernale ed estivo principalmente.

Scenario 3 - Piogge importanti o circolazione idrica sotterranea dovuta a fusione della neve che determinano il collasso complessivo del corpo di frana con riempimento del cratere della ex cava e potenziale rifluimento di materiale dal punto di ingresso alla stessa che è posto ad una quota decisamente più bassa (845 m slm circa) rispetto al restante contorno della cava - nel rio Flanginech o comunque lungo il versante sotteso.

MONITORAGGIO Il sistema di monitoraggio della miniera è nato negli anni ottanta in seguito alle fessurazioni apparse nella galleria ENEL e si componeva di alcuni macroelementi:

• monitoraggio degli spostamenti all’interno del versante, costituito da tutta la strumentazione installata nella galleria ENEL dismessa e nella galleria mineraria a quota 820 m e collegata a un acquisitore automatico. Non più funzionante.

• sistema automatico di misura della portata d’acqua nella galleria ENEL dismessa, installato nell’aprile del 2011. Non più funzionante/attendibile.

• sistema di monitoraggio di tipo topografico degli spostamenti di superficie, che può essere in continuo e controllato da remoto, integrato da tre fili estensimetrici interrati a controllo remoto, posti sulle fratture sommitali.

• stazione pluviometrica, appartenente alla rete di stazioni meteorologiche provinciali.

• lettura periodica del tubo inclinometrico realizzato a quota 930 in centro al versante.

Un documento essenziale per la comprensione della storia e dell’evoluzione nel tempo dell’intero fenomeno è costituito dalla relazione di sintesi dello “STUDIO DI VERIFICA DELLA STABILITA’ DEL VERSANTE A MONTE DELLA EX CAVA MAFFEI A GIUSTINO” a firma dell’Ing. Geol. Eugenio Castelli datata aprile 2012.

 

PLANIMETRIA

VISTA PUNTI TPS

RELAZIONE DI MONITORAGGIO (aggiornamento gennaio 2020)

FOTO: FILO FLANGINEC, FRONTALE 1, FRONTALE 2, GALLERIA ENEL-1, GALLERIA ENEL, GALLERIA Q820, GALLERIA Q820_1, LAVORI 2014

GRAFICI DINAMICI: ESTENSIMETRI media day, STRAMAZZO quota 820 media day, TPS roccia media day, TPS sciolto media day, EST2 + TPS hour

DATI STORICI: PIANO EMERGENZA, RELAZIONE GEODES, RELAZIONE CASTELLI, RELAZIONE LISALAB