Protezione Civile - Provincia Autonoma di Trento

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Microzonazione sismica

 

La Microzonazione Sismica studia i possibili effetti locali a seguito di uno scuotimento al suolo indotto da un terremoto in profondità. Lo scuotimento sismico può essere infatti amplificato alla superficie in funzione delle caratteristiche locali del sottosuolo e della topografia. Il documento tecnico di riferimento sono gli Indirizzi e Criteri di Microzonazione Sismica, testo approvato nel 2008 da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento della Protezione Civile).

Gli studi di Microzonazione Sismica rappresentano uno strumento importante per la prevenzione del rischio sismico a scala nazionale (http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/microzonazione.wp), per cui è stata istituita un’apposita “Commissione tecnica per il supporto e monitoraggio degli studi di microzonazione sismica” di cui anche la Provincia Autonoma di Trento fa parte (D.P.C.M. del 21 aprile 2011).

La Microzonazione Sismica ha come principali obiettivi quelli di fornire informazioni utili per la pianificazione ed il governo del territorio, la progettazione, la pianificazione dell’emergenza e la ricostruzione post-sisma.

La Microzonazione Sismica può essere suddivisa in tre livelli di approfondimento (Primo, Secondo e Terzo Livello), caratterizzati da fase conoscitive progressivamente crescenti, a partire da una descrizione qualitativa o semi-quantitativa dei fenomeni sino ad una loro specifica e dettagliata definizione quantitativa. Tali studi sono prettamente di tipo interdisciplinare, in quanto necessitano delle competenze di geologi, sismologi, geofisici, geotecnici ed ingegneri.

Alcuni studi condotti in passato sul territorio provinciale hanno riguardato una zonazione del danno da terremoto nell’area del Basso Sarca (Riva del Garda) nel 1996, in collaborazione con il Politecnico di Milano, oltre a studi sperimentali di misurazione strumentale nell’area settentrionale di Trento (anni 1997–1999) ed in Val di Sole (Monclassico, anni 2000–2001).

Negli anni recenti, per l'intero territorio Trentino è stata redatta la Carta della Microzonazione Sismica di Primo Livello (vedi mappa soprastante) che definisce in modo qualitativo zone a comportamento sismico omogeneo, prendendo in considerazione possibili amplificazioni di tipo topografico o stratigrafico.

Sono quindi definite zone stabili prive di amplificazioni locali quelle caratterizzate da substrato roccioso affiorante o sub-affiorante in presenza di topografia con acclività inferiore ai 15°. Le zone suscettibili di amplificazioni locali di tipo topografico sono per substrato con acclività maggiore di 15°. Le zone suscettibili di amplificazioni locali di tipo stratigrafico comprendono invece le aree con depositi di versante e quelle lungo le vallate con depositi a granulometria grossolana o medio-fine (dati derivanti dalla versione aggiornata della Carta delle Caratteristiche sismiche dei suoli). In presenza di depositi medio-fini si attendono i massimi effetti di amplificazione locale. Le zone suscettibili di instabilità sono infine caratterizzate da movimenti gravitativi soggetti a potenziale innesco.

Studi di Microzonazione Sismica di Terzo Livello sono stati sinora effettuati presso due aree “pilota” a Canazei (Val di Fassa) e Caldes (Val di Sole), tramite collaborazioni con il Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Padova, rispettivamente. I risultati ottenuti da tali studi sono stati oggetto di presentazioni durante il X Workshop in Geofisica 2013 a Rovereto.