Protezione Civile - Provincia Autonoma di Trento

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Eventi sismici

 

Il Servizio Geologico gestisce, dal 1981 in convenzione con l’Osservatorio Geofisico Sperimentale (OGS) di Trieste e dal 1991 in proprio, una rete sismometrica composta da otto stazioni di rilevamento equipaggiate con sismometri tridimensionali a corto periodo (SP) da 1 secondo e da 5 secondi e broadband (BB) da 40 secondi ed acquisitori a 24 bit.
Le stazioni, integrate con quelle dell’INGV, dell'Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia, della Slovenia, dell’Austria e della Svizzera, garantiscono un’ottima copertura strumentale dell’Arco Alpino.

I dati degli eventi sismici sono raccolti in tre archivi diversi (storico, strumentale e strumentale-digitale), a causa dell'evoluzione storica che l'iniziativa ha avuto e del forte progresso tecnologico verificatosi nel corso degli ultimi anni. E' però consultabile un'unica banca dati, frutto dell'unione di detti Archivi.

ARCHIVIO STORICO (dal 238 d.C. al 1984)

ll catalogo storico (compreso nell'area di latitudine 45°N - 47°N e longitudine 10°E - 13°E) è derivato dal catalogo ALPOR 77 dell’Osservatorio Geofisico Strumentale di Trieste, il quale a sua volta si basa sul "General Catalogue of Italian Earthquake" (C.N.E.N., 1973).
Il Servizio Geologico ha apportato correzioni e aggiunte originali per i terremoti verificatisi nell’area regionale del Trentino - Alto Adige, basate sulla attenta consultazione delle fonti documentarie originali.

L’analisi dei dati storici sottolinea il fatto che il Trentino – Alto Adige è stato interessato da sismi di discreta intensità la cui localizzazione epicentrale, nella maggioranza dei casi, è situata nelle regioni limitrofe: bacino gardesano ed area bellunese – friulana.

L'intensità macrosismica è basata sulla scala M.K.S. (Medvev–Karnik-Sponheuer, 1963)

ARCHIVIO STRUMENTALE (dal 1982 al 1993)

L'archivio strumentale comprende due cataloghi in origine distinti: il primo basato sugli eventi registrati dalla rete analogica (comprendenti il periodo 1982 – 1990) ed elaborati dall'Osservatorio Geofisico Sperimentale di Trieste; il secondo su quelli derivati dalla nuova rete digitale (periodo 1991 – 1993), la cui elaborazione è stata curata in proprio dal Servizio Geologico.

Due sono i motivi principali che hanno portato a raggruppare i dati di questo periodo in un unico catalogo: per il calcolo dei parametri ipocentrali è stato adoperato il medesimo programma (Hypo 71 di Lee e Lhar); i dati di arrivo delle varie fasi alle stazioni non sono disponibili su base informatica ma solo in forma cartacea.

I due periodi vanno comunque distinti, in quanto i dati registrati dalla rete analogica risultano giocoforza più poveri di informazioni (bassa dinamica del sistema, minore sensibilità) rispetto a quelli della rete digitale.

ARCHIVIO DIGITALE (dal 1994)

Con il 1994 è entrato in uso un nuovo software di elaborazione più sofisticato del precedente Hypo 71 comprendente: 

Hypoellipse di Lhar per il calcolo degli epicentri e per il calcolo dei parametri alla sorgente secondo il modello di Brune (1970) ed Hanks & Wyss (1972); 

Fpfit di P. A. Reasemberg e D. Opphenheimer (1985) per il calcolo dei meccanismi focali, per le analisi spettrali ( FFT e spettro di risposta), e per il filtraggio dei segnali e il calcolo delle derivate in accelerazione e spostamento. 

Il database, comprendente ora anche i tempi di arrivo delle varie fasi alle stazioni, viene gestito in ambiente Windows.

 
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