Protezione Civile - Provincia Autonoma di Trento

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Bus de la Spia

 
Bus de la Spia

(Sporminore / VT-TN-21)

Si apre sopra il paese di Sporminore, poco oltre la Val Goslada, nelle vicinanze di Castel Sporo-Rovina, ed è una delle grotte naturali più anticamente conosciute in Trentino. La cita già agli inizi del Seicento Marx Sittich von Volkenstein nel suo "Landesbeschreibung von Südtirol" (Descrizione del Tirolo meridionale) anche se si limita a descriverla come "... un grande buco che sembra inoltrarsi molto sotto terra ma in cui nessuno si è mai fidato ad entrare ...". Verosimilmente, all'epoca, della grotta si conosceva solo la parte iniziale considerata la particolare morfologia ad imbuto del primo tratto e, forse, l'intasamento di grossi ciotoli che probabilmente ancora ostruivano il successivo stretto cunicolo. Cent'anni dopo vi passa davanti Anton Roschmann, storico di Innsbruck, lungo il suo itinerario naturalistico nel Tirolo meridionale il quale racconta di una "... vastissima caverna che si estende smisuratamente presso Castel Sporo" nella sua dissertazione accademica "Regnum animale vegetabile, et minerale medicum tyrolense" (1738). Forse in quel periodo i castellani avevano già trasformato in deposito lo spazioso antro di ingresso del Bus dela Spia, anche se non è chiaro in che periodo sia stato scavato il sottostante cunicolo di scarico che serviva ad impedire l'allagamento del vano di entrata ad opera delle piene provenienti dall'interno.

Caduto in rovina il castello nel XVIII secolo e in disuso ormai da secoli la vecchia strada romana che congiungeva la Val di Non con le Giudicarie, attraverso Andalo ed il Banale, della grotta non si sente più parlare per molto tempo finché, agli inizi del '900, Cesare Battisti (che fu importante geografo in ambito regionale) decide di andare ad esplorarla minuziosamente e ne da' la prima dettagliata descrizione nella sua Guida di Mezzolombardo, corredata da alcune fotografie delle imponenti stalagtiti che adornano il laghetto più grande.

Attualmente il Bus de la Spia è una delle mete più frequentate dagli escursionisti speleo trentini per la facilità con cui ci si arriva (comodamente in macchina in pochi minuti da Sporminore), per la bellezza dei laghetti nella galleria superiore e per i suggestivi fenomeni legati ai movimenti del lago sul fondo della grotta.

Un vero e proprio mistero in questa cavità è rappresentato infatti dall'imponente sifone d'acqua che chiude la galleria a 300 metri dall'imbocco (circa 56 m più in basso rispetto alla quota della strada, all'esterno), forse unico in italia, che si innesca più o meno regolarmente in determinati momenti della giornata, in ogni stagione e non solo nei periodi maggiormente piovosi. Il sifone è alimentato da ignote gallerie che non è mai stato possibile esplorare nonostante diversi tentativi da parte di esperti speleosub. Quando il livello dell'acqua nella parte più interna del sifone supera una certa soglia esso si innesca e ed inizia a scaricare verso l'esterno (cioè verso la parte nota della grotta). Assistere al fenomeno è piuttosto emozionante: al di qua, quello che a prima vista sembra un piccolo lago immobile comincia a "gonfiarsi" e a tracimare; l'acqua sale lentamente e invade la grotta in leggera salita; iniziano forti rumori provocati dalle masse d'aria compresse negli anfratti laterali della galleria principale e a quel punto è bene essersi già ritirati per qualche decina di metri, almeno fino all'inizio del grande e ripido camerone di frana finale. Alla base di questo, normalmente, le acque si arrestano e dopo un breve intervallo di tempo riprendono a scendere e a defluire verso l'interno del sifone, altrettanto rapidamente e con boati ancora più forti, lasciando la galleria completamente libera e gocciolante in ogni punto della volta.


In periodi di particolare siccità il fenomeno può non verificarsi o verificarsi in modo attenuato (l'acqua invade un tratto minore di galleria, con meno frastuono e minor spettacolarità). In momenti di piovosità eccezionale, invece, le acque possono risalire parecchio lungo il ripido salone di frana e, una volta raggiunta la parte orizzontale superiore, addirittura uscire all'esterno. In epoche recenti l'ultima piena che si ricordi, con uscita dell'acqua dall'ingresso, è avvenuta durante l'alluvione del novembre 1966, ma anche in anni più recenti l'acqua è riuscita a superare completamente la galleria inferiore e ad invadere la galleria dei laghi, fino a pochi metri dall'imbocco.

Diversi speleosub hanno tentato in passato l'esplorazione del grosso sifone, tutti però sono stati costretti ad arrestarsi dopo qualche decina di metri causa i movimenti delle acque ed i conseguenti pericolosi sbalzi di pressione che si determinano durante l'immersione. Il limite massimo raggiunto è di quasi un centinaio di metri oltre il punto di immersione e a quanto si racconta la grotta sembrerebbe avere diverse piccole diramazioni, tutte subacquee e naturalmente inesplorate.

La visita al Bus de la Spia richiede non più di 2-3 ore e merita non solo per lo spettacolo del sifone (ammesso che si abbia la fortuna di assistervi) ma anche per la bellezza della parte superiore della grotta, con i suoi laghi ed alcune imponenti stalattiti che vi si specchiano.

Ci cambiamo sull'imbocco, molto ampio (10x15 metri e alto 5-6) davanti al quale possono sostare comodamente anche un paio di macchine. Poco oltre si notano ancora i resti di un cancello semi-divelto installato negli anni '70 per motivi di salvaguardia della cavità; attualmente dovrebbe essere sempre aperto, anche se è consigliabile, prima di una visita, contattare telefonicamente il Comune di Sporminore (sembra sia imminente l'installazione di un nuovo cancello).

L'antro d'ingresso completamente illuminato ci illude per qualche istante, ma dopo pochi metri si chiude quasi ad imbuto e ci costringe a sdraiarci in discesa per superare un breve cunicolo ciottoloso e penetrare nella grotta vera e propria. Le sole forme di vita che ci hanno fatto fin qui compagnia, alcune grosse cavallette del genere Troglophilus, a questo punto si fermano e noi proseguiamo da soli dopo aver dato un'ultima occhiata alle nostre lampade a carburo. Superiamo di slancio una piccolo salto di qualche metro e ci infiliamo carponi fra una curiosa stalattite a canne d'organo e una piccola ma profonda pozza, ben attenti a non riempirci d'acqua gli stivali; osserviamo con interesse una netta frattura che taglia diagonalmente la stalattite, indice di movimenti molto recenti (geologicamente parlando) della roccia. Ancora qualche metro ed eccoci dinanzi al primo laghetto che occupa completamente il fondo della galleria. Tiriamo fuori il canotto, che ci servirà poi immediatamente sul successivo lago più grande, ed iniziamo il trasbordo tra il rimbombare delle voci ed i flash delle foto ricordo.

Il secondo lago è piuttosto lungo (oltre 40 metri in lunghezza nei periodi più umidi) e si può tentare di superarlo sul lato sinistro, se privi di canotto, dove l'acqua è meno profonda. Sulla sponda opposta la grotta sale leggermente dopo essersi divisa in due rami. Quello di destra, semiostruito da una grossa e caratteristica colonna stalagmitica e in buona parte invaso dall'acqua, si ricongiunge ad anello al ramo principale dopo qualche decina di metri; noi saliamo a sinistra lungo la galleria più grande e in breve tempo arriviamo alla sommità della grande "camerone" che scende ripidamente verso l'ultima parte del Bus dela Spia. La discesa si fa lenta e prudente causa l'estrema scivolosità del pavimento fangoso e i piccoli ed improvvisi salti fra i blocchi di frana che lo occupano completamente. Dopo una settantina di metri siamo sul fondo e la galleria si fa di nuovo sub-orizzontale; ancora pochi passi ed eccoci sulla sponda del lago-sifone: l'acqua scura e immobile lascia appena intravvedere le pareti rocciose che si perdono in profondità verso parti sconosciute della montagna. Ci sediamo ad aspettare con un buon panino tra le mani; se avremo fortuna di li a poco improvvisi rumori e un repentino innalzamento del lago ci annuncerà l'innesco del sifone e la risalita dell'acqua consigliandoci prudentemente di tornare alla base della grande sala per assistere al fenomeno da un punto più tranquillo della grotta.

DATI PRINCIPALI

Quota dell'Ingresso: 610 m
Dislivello: -94 m
Sviluppo Reale: 520 m

Per maggiori informazioni: Gruppo Grotte "E. Roner", SAT Rovereto; Gruppo Spel.o Trentino SAT Bindesi Villazzano

Bibliografia:

1 ) Esplorazione subacquea del sifone terminale del Bus de la Spia / Mauro Bombardelli. // In: Atti del XII Convegno regionale di speleologia del Trentino-Alto Adige : Grigno, 7-8 settembre 2002 / [redazione atti: Marco Ischia]. - Trento : Società degli alpinisti tridentini, Biblioteca della montagna, 2004. p. 115-119.

2 ) I misteri del Bus de la Spia: alla scoperta di una delle grotte naturali più conosciute e più affascinanti del Trentino / di Paolo Zambotto. // In: Postergiovani. - Trento - A.6, n°30 (nov.-dic. 1998); p. 44-48