Protezione Civile - Provincia Autonoma di Trento

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La scoperta

 
Panorama Lavini

Una mattina, sul finire degli anni '80, Luciano Chemini, appassionato naturalista roveretano, passeggiava per le "laste" di Lizzana, a monte dei Lavini di Marco. Il sole era basso e la sua luce radente metteva in risalto, lungo un corridoio liberato dai detriti (colatoio), tre serie di cavità arrotondate, circondate da un bordo rialzato. Sebbene alcune cavità fossero riempite di terriccio, Chemini intuì che poteva trattarsi delle orme impresse nella roccia calcarea da qualche antico animale. Il ritrovamento venne segnalato al Museo Tridentino di Scienze naturali e il sopralluogo, effettuato nell'estate del 1991 confermò l'intuizione: le piste segnalate appartenevano senza alcun dubbio a dinosauri! Le ricerche sistematiche condotte a partire dal 1992 e dirette da Giuseppe Leonardi e Paolo Mietto portarono progressivamente alla scoperta di orme e piste di oltre 200 individui. Oggigiorno le impronte di dinosauri non sono più un fossile raro in Italia, eppure il sito dei Lavini di Marco rimane il più conosciuto e senz'altro il più significativo per il suo elevato numero di esemplari, le dimensioni e l'eccezionalità di alcune piste. L'estensione dell'affioramento, lo splendore dell'ambiente naturale circostante e l'accessibilità durante tutto l'anno contribuiscono alla sua notorietà