Protezione Civile - Provincia Autonoma di Trento

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Come si sono conservate le orme?

 
Dinosauri

Com'è possibile che orme impresse nel fango di un'antica spiaggia si siano conservate per centinaia di milioni di anni?

Generalmente le impronte che oggi ritroviamo fossili nelle rocce sono quelle che riuscirono ad indurirsi prima di essere sepolte da uno strato successivo di sedimenti. Molte delle orme fossili che si scoprono, non sono però quelle lasciate direttamente sull'antica superficie fangosa, ma sono in realtà sotto-impronte. Infatti, per ogni impronta del piede che si forma sulla superficie fangosa (l'orma in senso stretto), se ne formano molte altre, negli strati inferiori dei sedimenti deformati dal peso dell'animale, sempre meno dettagliate man mano che si scende in profondità; queste sono dette appunto sotto-impronte.

Ai Lavini di Marco l'indurimento iniziale delle orme, è legato alle particolari condizioni ambientali esistenti nel Giurassico inferiore. A quel tempo infatti l'attuale Valle dell'Adige era parte di una vasta piana fangosa situata ai margini orientali di un arido continente. I dinosauri popolavano l'intera distesa, con i grandi erbivori che probabilmente preferivano i piccoli stagni costieri, dove forse trovavano cibo con maggior facilità. I carnivori lasciarono invece numerosissime impronte nelle aree più asciutte dove evidentemente potevano muoversi meglio.

Nella parte più superficiale del suolo si concentravano i sali minerali, come ad esempio la dolomite, che con la loro successiva cristallizzazione legavano i granuli del sedimento come una sorta di cemento. Questi processi permisero la formazione di una crosta dura superficiale che contribuì a salvare le orme non permettendo che fossero cancellate dall'avanzare del mare fino al loro completo seppellimento.