Protezione Civile - Provincia Autonoma di Trento

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Il Progetto MIB

Monitoraggio idrogeologico Dolomiti di Brenta

 

Le Dolomiti di Brenta, con la loro estensione di 556,8 km2 rappresentano la più estesa idrostruttura del Trentino. Considerate le formazioni geologiche affioranti si può stimare che circa il 60% del territorio sia interessato da circolazione carsica profonda: pertanto, gli acquiferi carsici delle Dolomiti di Brenta sarebbero in grado di fornire complessivamente 12 m3/s di portata media annua. Attualmente, le risorse idropotabili sfruttate ammontano a meno di 1 m3/s, e sono concentrate soprattutto nelle più importanti sorgenti periferiche del massiccio (Centonia, Fusin Molin, Busoni e Acquasanta), e fanno capo ai principali acquedotti della Val di Sole, Val di Non, Piana Rotaliana, altipiano della Paganella, media e alta Valle del Sarca.
A fronte di un continuo aumento della domanda di acqua potabile di qualità, negli ultimi anni sono aumentate anche le richieste di utilizzo agricolo (consorzi irrigui) e industriale (innevamento artificiale, centraline idroelettriche) delle acque delle Dolomiti di Brenta e per alcune sorgenti (es. Busoni) le concessioni attualmente in essere superano le capacità idriche durante molti periodi critici dell’anno quali i mesi di magra invernale e i mesi irrigui estivi.
Nell’ultimo decennio si sono svolti diversi studi idrogeologici e geochimici sul territorio delle Dolomiti di Brenta, eseguiti dal Museo Tridentino Scienze Naturali, quali lo studio “Acquiferi carsici in Trentino” finanziato dal Dipartimento dell’Ambiente P.A.T. tra il 1998 e il 2001, e la ricerca “Studio sul mancato arrossamento del Lago di Tovel” finanziato dal Fondo per i progetti di ricerca della P.A.T. tra il 2001 e il 2005. Questi studi, che hanno avuto come obiettivo una parte limitata del territorio delle Dolomiti di Brenta quale l’area del Grostè e la Valle di Tovel, sebbene possano essere considerati il punto di partenza ideale della presente ricerca, non sono sufficienti alla conoscenza completa dell’intera idrostruttura.

Il Servizio Geologico della P.A.T. ha un particolare interesse allo studio degli acquiferi carsici delle Dolomiti di Brenta che rappresentano una delle fonti di approvvigionamento principali della provincia, e pertanto una risorsa strategica nel quadro della crescente domanda di acqua sia potabile sia per utilizzo industriale e agricolo.
La conoscenza quantitativa e qualitativa delle risorse idropotabili del massiccio ha ricadute sia economiche (l’ottimizzazione delle risorsa idrica in ambito sia idropotabile che agricolo e industriale), sia di carattere ambientale preventivo (individuazione di aree particolarmente a rischio per la vulnerabilità degli acquiferi carsici idropotabili), sia scientifiche (bilancio idrologico di tutto il massiccio, strumenti per la realizzazione di carte idrogeologiche e di vulnerabilità, studi geochimici e isotopici, ecc.). La ricerca, inoltre, fornisce le basi per la delineazione di possibili scenari di utilizzo della risorsa idrica in funzione di una diminuzione delle risorse idriche a fronte della diminuzione della piovosità causata dal riscaldamento climatico in atto che interessa in particolare l’arco alpino.

2. Obiettivi
La ricerca è stata finalizzata al monitoraggio di tutti i punti idrogeologicamenteimportanti (sia in sorgente che lungo corsi d'acqua superficiali) per poter arrivare ad un sistema di analisi e monitoraggio in continuo completo ed integrato. Contemporaneamente è stato attuato un dettagliato programma di analisi chimico-fisiche, isotopiche e batteriologiche nei diversi periodi dell’anno idrologico sulle maggiori sorgenti captate o di possibile futuro utilizzo idropotabile. L’orizzonte temporale per il monitoraggio e la parte analitica è stato fissato in 24 mesi (due annate idrologiche complete), preceduto da una fase iniziale di alcuni mesi (circa 12) per mettere in funzione la rete di monitoraggio idrologico e approntare i punti di camopionamento delle acque sorgive e meteoriche. In particolare gli obiettivi prefissati e poi raggiunti si possono sintetizzare come di seguito:

O1. Quantificazione delle portate e monitoraggio in continuo delle principali sorgenti carsiche (captate e non) delle Dolomiti di Brenta ai fini di un censimento delle principali risorse idropotabili.

O2. Quantificazione delle portate e monitoraggio in continuo dei principali corsi d’acqua interni all’areale delle Dolomiti di Brenta.

O3. Studio delle quote e dei bacini di alimentazione delle maggiori sorgenti carsiche attraverso l’utilizzo di analisi isotopiche e modelli idrogeologici che hanno permesso di individuare le principali direzione di deflusso sotterranee in funzione delle diverse idrostrutture.

O4. Studio della vulnerabilità dei principali acquiferi carsici e della qualità delle acque sorgive attraverso l’individuazione delle possibili fonti di inquinamento sia puntuale che areale, nonché analisi chimico-fisiche e batteriologiche delle acque sorgive nel corso delle differenti stagioni, e in funzione dei principali eventi meteorici (fusione nivale, maggiori eventi piovosi, magra invernale, ecc.).

O5. Redazione di un bilancio idrogeologico complessivo dell’intero massiccio attraverso il confronto di: i) precipitazioni meteoriche, ii) infiltrazione efficace derivata da modelli geochimici e di evapotraspirazione, iii) deflussi superficiali misurati in corrispondenza dei maggiori corsi d’acqua, iv) deflussi sotterranei misurati nelle maggiori sorgenti carsiche.

In particolare, gli obiettivi O1, O2 e O5 sono di primaria importanza per determinare le potenzialità idropotabili del massiccio in funzione delle differenti quote di emergenza delle acque e, pertanto, nella possibile razionalizzazione nell’utilizzo della risorsa acqua.

Gli obiettivi O3 e O4 sono il naturale complemento qualitativo della ricerca. Possono fornire strumenti operativi per la pianificazione dell’utilizzo del territorio in aree di media e alta montagna ad elevata vulnerabilità, e si inseriscono nel piano di previsione del P.G.U.A.P. nell’ottica dello studio e conoscenza delle falde idriche sotterranee.