Protezione Civile - Provincia Autonoma di Trento

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RIASPAT

Ricerca Idrogeochimica sulle Acque Sotterranee della Provincia Autonoma di Trento

 

Il progetto RIASPAT nasce dall’esigenza di approfondire la conoscenza delle caratteristiche chimico-fisiche dei corpi idrici sotterranei, ponendoli in relazione con le litologie presenti nei rispettivi bacini di alimentazione.

Dal Catasto Sorgenti, si sono inizialmente selezionate le sorgenti captate per gli acquedotti potabili pubblici. Ne sono risultate circa 1600 sorgenti. Dopo aver concordato la necessaria collaborazione con i rispettivi Comuni o enti di gestione dell’acquedotto, sono stati effettuati i prelievi ed eseguite le analisi previste.

Le analisi hanno incluso, oltre ai consueti parametri chimico-fisici, numerosi elementi in traccia, tra i quali numerosi metalli. L’importanza di tali elementi deriva sia dalla loro possibile tossicità che dalla loro importanza per la definizione del circuito di alimentazione sotterranea della sorgente.

Per individuare le anomalie nelle concentrazioni dei parametri analizzati, si sono presi a riferimento i valori di concentrazione soglia per lo stato chimico buono dei corpi idrici sotterranei, introdotti con il D.Lgs. n. 30 del 16/03/2009.

I dati raccolti

Sono stati effettuati 621 campionamenti su 611 sorgenti. Le successive analisi, eseguite appositamente, hanno rappresentato la parte più importante della mole di dati presi in esame, sia in termini quantitativi che per la loro omogeneità. A queste si sono aggiunte 79 analisi (su 10 sorgenti) eseguite per il progetto del Monitoraggio Idrogeologico del Gruppo di Brenta (Progetto MIB), 67 analisi effettuate nel 2007 per il Progetto Speciale Ferrovia del Brennero e 99 analisi di sorgenti non captate campionate nel 2005 dal Museo Tridentino di Scienze Naturali nell’ambito del Progetto Crenodat. Altre 236 analisi sono state estratte dal Catasto Sorgenti. Nel caso di sorgenti con molteplici analisi, si sono utilizzate quelle più recenti e complete.

Diffusione territoriale

Lo sviluppo del progetto RIASPAT, che richiedeva necessariamente la collaborazione dei comuni competenti, non ha potuto estendersi all’intero territorio della provincia di Trento.

Nell'immagine allegata sono indicati in tratteggio i comuni che hanno risposto positivamente, e pertanto sono inclusi nello studio. Si noti che le amministrazioni comunali cui si fa riferimento sono quelle presenti nel 2006. Alcune di esse si sono poi unite tra loro. Con colore nero sono riportati i confini dei comuni che in seguito si sono uniti in comuni più grandi.

Descrizione dei report

I report sono organizzati generalmente per comune. Talora, comuni non troppo estesi ed aventi sorgenti con caratteristiche omogenee sono stati uniti in unico report. Talvolta sono state incluse in un report di un comune anche le sorgenti situate fuori dal proprio territorio, se utilizzate a scopo potabile dal comune stesso.

Per poter meglio trovare il report relativo a ciascun comune, è stata predisposta un’apposita tabella comune-report.

In ciascun report sono riportati in modo molto sintetico i dati peculiari di ciascuna sorgente. I risultati analitici delle acque campionate sono riportati in fondo a ciascuna scheda.

Per ciascuna sorgente è riportato il nome ufficiale (se presente) che il codice univoco che la contraddistingue.

Per poter illustrare sia la posizione di ciascuna sorgente presa in esame, che il contesto geologico in cui essa si trova, si sono generalmente riportate nel report due mappe: la prima illustra la posizione di ciascuna sorgente rispetto ai rilevi, ai centri abitati ed ai confini comunali, mentre la seconda riporta un quadro litologico semplificato con i maggiori lineamenti strutturali. Nella prima mappa sono state riportate anche le aree di rispetto idrogeologico definite dalla Carta delle Risorse idriche della PAT. Queste aree sono state individuate per tutte le sorgenti captate ad uso potabile pubblico, ed in esse vigono i vincoli indicati dal PUP. Questa è la legenda delle mappe .

Per ogni sorgente descritta è indicato un valore di portata media: si tratta di un valore indicativo, spesso basato su poche misure, ma comunque utile per stimare almeno un ordine di grandezza della risorsa. In presenza di numerose misure di portata, si è cercato di dare un’indicazione sulla stabilità o variabilità del flusso.

Talvolta sono stati evidenziati fattori di potenziale vulnerabilità, emersi sia durante i sopralluoghi che dalla lettura delle analisi.

I rapporti tra le concentrazioni dei principali cationi ed anioni sono generalmente riportati nel diagramma di Piper, che rappresenta il chimismo di ciascuna acqua analizzata con un punto in ciascuna delle tre parti del diagramma. Le diverse zone del diagramma individuano pertanto “famiglie” di acque con caratteristiche chimiche simili, generalmente ben correlate con le litologie dei bacini di alimentazione.

Le concentrazioni determinate dalle analisi sono infine state comparate con i valori soglia elencati nella tabella sotto riportata, per valutare l’appartenenza allo stato di qualità chimica buona.

Specie chimica 
valore sogliaunità di misura
AlluminioAl200µg/l
ArsenicoAs10µg/l
CadmioCd5µg/l
CromoCr50µg/l
RameCu1000µg/l
FerroFe200µg/l
MercurioHg1µg/l
NichelNi20µg/l
PiomboPb10µg/l
AntimonioSb5µg/l
SelenioSe10µg/l
VanadioV50µg/l
ZincoZn3000µg/l
BoroB1000µg/l
FluoruriF1.5mg/l
CloruriCl250mg/l
Azoto ammoniacaleNH40.5mg/l
NitritiNO20.5mg/l
NitratiNO350mg/l
SolfatiSO4250mg/l


Valori soglia per lo “stato chimico buono” dei corpi idrici sotterranei, secondo il D.Lgs. n. 30 del 16/03/2009.

Limiti di validità delle analisi

Le analisi prese in considerazione sono state eseguite con moderni metodi analitici ed hanno un buon livello di precisione. E’ opportuno far notare come i campioni siano stati prelevati nell’arco di tre anni, in fasi diverse del ciclo idrogeologico. Ci si trova così a confrontare analisi svolte in stagioni differenti, e questo richiede cautela: infatti nelle stagioni di ricarica delle falde l’apporto di acque fresche dalla superficie determina spesso, con l’aumento delle portate, la fuoriuscita di acque meno mineralizzate per il ridotto tempo di contatto con la roccia.

Va poi rammentato che i metodi per le analisi quantitative si sono evoluti nel tempo e possono essere diversi tra un laboratorio e l’altro. I valori analitici possono pertanto avere precisioni diverse, e differenti limiti di rilevabilità.

Sono poi stati evidenziati i casi di valori ritenuti anomali. In mancanza di controanalisi o di serie storiche, non è stato possibile attribuire a tali valori un significato certo. In alcuni casi certi parametri, specie tra gli elementi in traccia, sono risultati verosimilmente sovrastimati, e ciò è emerso per la loro incongruenza con il contesto geologico e nei rapporti con altre specie chimiche associate.

Persone coinvolte nel progetto

Questo progetto nasce dall’idea di interpretare criticamente i dati raccolti nel Catasto Sorgenti.

Un primo studio è stato svolto da Claudia Tomazzolli nel 1999, con una tesi di laurea presso l’Università degli studi di Trento dal titolo: Le sorgenti nel Trentino Tomazzolli C. (1999) – relatore G. Stoppa.

Roberto Laveder ha concluso nel 2006 la sua tesi di dottorato presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con il titolo: Hydrogeochemical characterization of ground waters in Province of Trento (Alps, Northern Italy) - relatore G.M. Zuppi. Lo stesso dott. Laveder ha poi sviluppato, con un contratto di collaborazione presso il Servizio Geologico della P.A.T., il progetto RIASPAT, sotto il coordinamento del dott. Mauro Zambotto. Una prima revisione del lavoro è stata fatta dalla dott.ssa Mariangela Balboni del Servizio Geologico P.A.T.. La stesura finale dei report è stata curata dal dott. Gianluca Tommasi, del Servizio Geologico P.A.T..