Protezione Civile - Provincia Autonoma di Trento

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Porfido di Santo Stefano (Val dei Sari)

 
Porfido di Santo Stefano

Nome petrografico: Ignimbrite riodacitica

Tipo: Roccia magmatica effusiva

Descrizione macroscopica: Roccia di colore rosso molto scuro, tessitura porfirica con grossi fenocristalli di grana media di quarzo e di plagioclasio in una pasta di fondo vetrosa. Tessitura massiccia con fiamme violacee e livelli di ossidazione che attraversano la matrice di fondo, inclusi femici e riolitici.

Formazione Geologica: Porfiriti appartenenti alle ignimbriti riodacitiche facenti parte del complesso superiore .

Ambiente di formazione: Questa roccia deriva da un rapido raffreddamento di magma, di composizione acida. Questo evento vulcanico, datato 260-280 milioni di anni fa, ha costituito una imponente successione di ignimbriti, duomi e colate laviche dello spessore massimo pari a 2000 metri e nota come Piattaforma Vulcanica Atesina (o Distretto Vulcanico Atesino).

Età Geologica: Permiano

 

DESCRIZIONE PETROGRAFICA*

Roccia piroclastica, lapilli tuff, costituita da lapilli e ceneri cristalline inglobate in una matrice cineritica prevalentemente vetrosa. I clasti e la matrice sono orientati secondo il flusso piroclastico con evidenti mativi di schiacciamento, la matrice è completamente devetrificata in aggregati felsitici e sferulitici. Sono anche presenti fiamme plastiche schiacciate e modellate parallelamente al flusso piroclastico. La componente cristallina è data da quarzo, plagioclasi e biotite prevalenti, sanidino e pirosseno meno abbondanti, apatite, zircone ed opachi sono le fasi accessorie.

Risultati dell'analisi chimica*:

L'analisi in fluorescenza a raggi X (XRF ovvero X-Ray Fluorescence) è una tecnica di analisi chimica quantitativa eseguita sulle polveri (pasticca) o sul materiale fuso (perla di vetro). Questo tipo di analisi consente di rilevare e quantificare tutti gli elementi dal Boro all'Uranio.

% peso
p.p.m.
SiO2
72,27
V
19
TiO2
0,29
Cr
5
Al2O3
13,48
Ni
2
Fe2O3
2,16
Cu
3
MnO
0,07
Zn
37
MgO
0,42
Rb
236
CaO
1,72
Sr
87
Na2O
2,98
Y
33
K2O
5,2
Zr
153
P2O5
0,08
Nb
11
LOI
1,33
Ba
297
T0T.
100
La
37
Ce
72
Pb
19
Th
19



(*) L'analisi petrografica e l'analisi chimica i fluorescenza sono state eseguite dal Prof. G.M: Bargossi del Dipartimento di Scienze della Terra e Geologico-Ambientali dell'Università di Bologna.

 

INFORMAZIONI ESTRATTIVE

Cava di Provenienza: pavimentazioni stradali, tutte le applicazioni edilizie in interni ed esterni; pietrisco per massicciate ed inerti. Il porfido viene prevalentemente utilizzato per la produzione di cubetti e piastrelle a pacco o con costa segata e con la superficie al naturale corrispondente al piano di lastrificazione. Lo sfruttamento delle cave di porfido è iniziato negli anni '20 con produzione manuale di cubetti, lastrame, paracarri, ecc. da parte di alcune grosse ditte. Si sviluppa dopo la seconda guerra mondiale con la nascita di parecchie ditte locali, è subisce un ulteriore incremento dalla metà degli anni '70, con una crescente commercializzazione nei mercati esteri.
La produzione in questa zona, escluse le lavorazioni esterne alle cave, nell'anno 2002 è stata la seguente:
- grezzo da lavorare a blocchi da sega t. 52.358
- cubetti a binderi t. 22.975
- piastrelle, copertine, cordoni e simili t. 13.615
- lastrame sottile t. 15.913
- lastrame normale t. 52.032
- lastrame gigante e gigante sottile t. 11.788
- altri prodotti t. 1.400
- tount-venant t. 11.615
- pietrisco t. 18.135


Tipo di lavorazione superficiale: lucidatura, levigatura

 

 RISULTATI PROVE DI CARATTERIZZAZIONE FISICO - MECCANICA

Prove di laboratorio eseguitevalore medioValore minimoValore massimoValore minimo atteso*
Assorbimento d’acqua a pressione atmosferica (% massa)0.490.450.62 
Resistenza a compressione monoassiale (MPa)260254272245
Resistenza alla compressione dopo 48 cicli gelo-disgelo (MPa)255220271213
Resistenza alla flessione (MPa)21.518.425.217.9
Resistenza alla flessione dopo 48 cicli gelo-disgelo (MPa)21.717.224.216.5
Resistenza all’abrasione (mm)15.415.415.4 
Resistenza allo scivolamento (su superficie sottoposta a pianocava)NPD   
Nome petrograficoIgnimbrite riodacitica

(*):Vedi nota C.2 dell'Appendice C in Norma UNI EN 1926:2000.

NPD: In base alla nota 1 punto 4.5 delle Norme UNI EN 1341:2003, 1342:2003 le lastre e i cubetti con finiture rustiche (ovvero con più di 2 mm di differenza tra picchi e depressioni, come da punto 3.11 di entrambe le norme) non possono essere sottoposte a prova in modo affidabile. Si presume comunque, data il loro alto grado di rugosità, che offrano una resistenza soddisfacente allo slittamento.

In questo studio sulle pietre ornamentali del Trentino si sono eseguite le prove di caratterizzazione fisico-meccanica secondo le seguenti normative europee riguardanti le pavimentazioni esterne:

  • UNI EN 1341 Lastre di pietra naturale per pavimentazioni esterne.
  • UNI EN 1342 Cubetti di pietra naturale per pavimentazioni esterne.
  • UNI EN 1343 Cordoli in pietra naturale per pavimentazioni esterne.

In queste norme sono contenute le seguenti prove di laboratorio:

PROVE RICHIESTENORMA DI RIFERIMENTO PER IL METODO DI PROVA
Resistenza a flessioneUNI EN 12372
Resistenza al gelo (a flessione)UNI EN 12371
Resistenza a compressioneUNI EN 1926
Resistenza al gelo (a compressione)UNI EN 12371
Resistenza all’usura per abrasioneAppendice C UNI EN 1341
Resistenza allo scivolamentoAppendice D UNI EN 1341
Assorbimento d’acqua a pressione atmosfericaUNI EN 13755